L’intelligenza artificiale in evoluzione: tendenze, innovazioni e impatti sulla nostra vita quotidiana

L’Intelligenza Artificiale (IA) ha già iniziato a plasmare il nostro mondo in modi che una volta appartenevano solo alla sfera della fantascienza. Mentre ci avventuriamo in questo nuovo secolo, l’IA si posiziona come uno degli attori principali nel definire il futuro della società umana.

Ma che aspetto avrà questo futuro? Come si svilupperà l’IA e quale impatto avrà sul nostro lavoro e sulla nostra vita quotidiana? Queste sono le domande che esploreremo in questo articolo.

Ci addentreremo nel mondo in rapida evoluzione dell’IA, analizzando le tendenze emergenti e le innovazioni dirompenti che stanno guidando il settore. Esamineremo l’impatto profondo e talvolta sconcertante che la nuova tecnologia potrebbe avere sul nostro lavoro, delineando nuove professioni e sfide. Infine, ci rivolgeremo alle visioni dei leader di opinione nel campo dell’IA, tra cui Bill Gates, per gettare una luce sulle previsioni dei pionieri che stanno guidando questa rivoluzione.

 

IA sviluppata tramite federated learning | Postpickr

 

Guidando il progresso dell’IA: dal deep learning all’intelligenza artificiale etica

Tra le innovazioni chiave che stanno guidando (e che guideranno) il progresso dell’IA, possiamo citarne alcune piuttosto interessanti.

La più nota è l’apprendimento profondo (deep learning), una tecnica che permette alle macchine di apprendere da grandi quantità di dati, senza bisogno di regole o algoritmi predefiniti. È alla base di molte applicazioni di IA, come il riconoscimento facciale, la traduzione automatica, la generazione di testo e immagini e via dicendo.

Un altro approccio altrettanto interessante, ma meno conosciuto al grande pubblico, è il cosiddetto apprendimento federato o collaborativo (federated learning), permette alle macchine di apprendere a partire da dati distribuiti su diversi dispositivi o nodi, senza bisogno di trasferirli o centralizzarli. Il federated learning consente di preservare la privacy e la sicurezza dei dati, oltre a ridurre per ovvi motivi i costi e i tempi di comunicazione e calcolo.

Ci sono, poi, due obiettivi a lungo termine centrali che, in prima battuta, potrebbero apparire scenari da fantascienza. Ma, ammettiamolo, di fronte ai recenti rapidissimi sviluppi in ambito di AI, ormai anche i traguardi più futuristici non sembrano più così lontani.

Il primo è l’intelligenza artificiale generale (artificial general intelligence, AGI). In sostanza, con questo termine si indica un tipo di IA in grado di svolgere qualsiasi compito intellettuale al livello umano o superiore. L’AGI richiede non solo capacità di apprendimento e ragionamento, ma anche di comprensione e interazione con il mondo reale, con le emozioni e con gli esseri umani. Raggiunto questo traguardo saremo sicuramente alle soglie di una nuova era.

Complementare al precedente, e fondamentale specialmente di fronte ai timori per un eventuale futuro in cui l’utilizzo indiscriminato delle nuove tecnologie potrebbe scontrarsi con questioni etiche, esiste l’obiettivo dell’intelligenza artificiale, per l’appunto, etica (ethical artificial intelligence, EAI). È un approccio che si occupa delle questioni morali e sociali legate all’uso dell’IA. L’EAI si basa su principi come la trasparenza, la responsabilità, la giustizia, il rispetto e il beneficio per l’umanità e cerca di prevenire o mitigare gli effetti negativi dell’IA, come la discriminazione, la manipolazione, la violazione della privacy, ecc.

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4 case study di successo in ambito AI

Elencate le maggiori innovazioni che stanno guidando il settore, vogliamo ora focalizzarci per un attimo sul presente per illustrare brevemente alcuni case study di intelligenze artificiali di successo.

  • AlphaFold è un sistema di IA sviluppato da DeepMind che è in grado di prevedere la struttura tridimensionale delle proteine a partire dalla loro sequenza di aminoacidi. Ha ottenuto risultati sorprendenti nel CASP14, una competizione internazionale che valuta le capacità di predizione delle proteine e potrebbe avere applicazioni importanti nella ricerca biomedica e farmaceutica.
  • L’ormai celeberrimo GPT (ad oggi arrivato alla sua quarta versione), un sistema di IA sviluppato da OpenAI che è in grado di generare testi coerenti e pertinenti a partire da un input testuale o da una parola chiave. GPT si basa su un enorme modello di deep learning che ha appreso da miliardi di documenti sul web ed eccelle in diversi compiti, tra i quali la scrittura creativa, la conversazione, la sintesi di informazioni e così via.
  • Waymo, un sistema di IA sviluppato da Google che è in grado di guidare veicoli autonomi in modo sicuro ed efficiente. Si basa su sensori avanzati, algoritmi di visione artificiale e apprendimento automatico per percepire l’ambiente circostante e prendere decisioni appropriate. Waymo offre servizi di trasporto pubblico e privato in diverse città degli Stati Uniti (sì, proprio così. Siamo già arrivati a questo punto!).
  • DeepFace, un’intelligenza artificiale progettata da Facebook che è in grado di riconoscere i volti delle persone con una precisione paragonabile a quella umana. Si basa su una rete neurale convoluzionale che ha appreso da milioni di immagini di volti e può essere usato efficacemente per il tagging automatico delle foto, la verifica dell’identità e i controlli di sicurezza basati sull’analisi dei tratti somatici.

 

Robot che legge un libro | Postpickr

 

Professioni nell’era dell’intelligenza artificiale: queste le opportunità del futuro

Nonostante i timori nei confronti della possibilità che l’intelligenza artificiale possa impattare negativamente sull’occupazione (timori che, come abbiamo affermato nel nostro articolo precedente, riteniamo infondati), l’IA sta già creando una domanda crescente di nuove professioni e ruoli legati allo sviluppo, all’applicazione e alla gestione di questa tecnologia.

Ecco alcuni esempi di professioni del presente e del futuro in questo ambito:

  • ingegnere dell’IA: è il professionista che progetta, sviluppa e implementa soluzioni basate sull’IA, utilizzando vari linguaggi di programmazione, framework e strumenti. Questo professionista deve avere competenze tecniche avanzate in matematica, statistica, informatica e ingegneria del software, oltre a conoscenze di base dei domini applicativi dell’IA;
  • data scientist. Intendiamoci, questo lavoro esisteva già, ed era ampiamente richiesto, prima dell’introduzione dell’intelligenza artificiale, ma è indubbio che la nuova tecnologia possa rappresentare un potentissimo strumento per i data scientist che si specializzeranno nel suo utilizzo. Questi professionisti possono analizzare, interpretare ed elaborare i dati provenienti da diverse fonti, utilizzando metodi statistici e algoritmi di apprendimento automatico. Devono possedere competenze tecniche in analisi dei dati, programmazione, visualizzazione e storytelling dei dati;
  • eticista dell’IA: è il professionista che si occupa di valutare e promuovere l’uso etico e responsabile dell’intelligenza artificiale, tenendo conto degli impatti sociali, legali e morali delle soluzioni basate sull’IA. L’eticista dell’IA deve avere competenze trasversali in etica, filosofia, diritto e sociologia, oltre a conoscenze di base dei principi e delle applicazioni dell’IA.

Queste sono solo alcune delle professioni emergenti nell’ambito dell’IA, ma ce ne sono molte altre che richiedono competenze specifiche o ibride tra diverse discipline. Per prepararsi a queste nuove opportunità professionali, i lavoratori devono aggiornare costantemente le loro competenze e acquisire nuove conoscenze relative a questo nuovissimo campo.

 

L’effetto dell’intelligenza artificiale sulla sicurezza del lavoro: opportunità e rischi

In ambito occupazionale, più ancora di nuove professioni è importante parlare dell’effetto che può avere l’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale nella vita dei lavoratori, in particolare nei riguardi della loro sicurezza. E, in questo caso, dobbiamo ammettere che ci sono vari punti di vista dai quali osservare la questione.

Da un lato, l’IA può contribuire a migliorare la sicurezza del lavoro riducendo i rischi fisici e psicologici per i lavoratori. Ad esempio può sostituire l’uomo nelle attività pericolose, come l’esplorazione di ambienti ostili, la manipolazione di sostanze tossiche o l’esecuzione di operazioni ad alto rischio. Oppure, assistere i lavoratori nelle attività complesse, come la diagnosi medica, la progettazione ingegneristica o la gestione di emergenze di grande rilevanza. O, ancora, monitorare le condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori, come il battito cardiaco, la pressione sanguigna o il livello di stress e perfino prevenire gli incidenti e le malattie professionali, come le cadute, le lesioni muscoloscheletriche o le sindromi da burnout.

D’altro canto, però, l’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare anche un fattore negativo. Pensiamo, banalmente, alla possibilità che causi danni fisici o psicologici ai lavoratori, a causa di errori, malfunzionamenti o attacchi informatici alle soluzioni basate sull’IA. Ritornando al timore di perdita del lavoro, per quanto infondato è piuttosto diffuso e, pertanto, l’intelligenza artificiale potrebbe generare stress, ansia o depressione nei dipendenti, a causa anche della difficoltà di adattarsi ai cambiamenti o della sensazione di mancanza di controllo sulle decisioni basate sull’IA.

Inoltre, se non controllata bene dal punto di vista etico potrebbe amplificare le disuguaglianze e le discriminazioni nel lavoro, a causa della mancanza di accesso, di partecipazione o di protezione dei lavoratori esposti a questa tecnologia.

Per affrontare questi nuovi rischi per la sicurezza del lavoro, i lavoratori devono essere informati, formati e coinvolti nell’uso dell’IA. Inoltre, è necessario creare un quadro normativo e una cultura organizzativa che garantiscano il rispetto dei diritti e delle responsabilità dei lavoratori nell’era dell’intelligenza artificiale.

 

Schema che rappresenta un'intelligenza artificiale | Postpickr

 

Bill Gates e l’IA generativa: una visione per un mondo migliore

Ragionando in tema di IA e di possibili scenari futuri in questo settore non possiamo evitare di citare quali sono i punti di vista di alcuni dei personaggi simbolo del mondo della tecnologia e dell’informatica, sicuramente tra gli individui più adatti a esprimere un’opinione su tale argomento.

Iniziamo da Bill Gates.

È noto per essere uno dei pionieri dell’informatica e uno dei fondatori di Microsoft, la più grande azienda di software al mondo. Gates è anche un filantropo e un sostenitore dell’innovazione tecnologica, in particolare nel campo dell’IA. Nel 2020, infatti, ha annunciato la sua collaborazione con OpenAI, una startup specializzata nell’IA generativa, che ha ricevuto un investimento pluriennale e multimiliardario da parte di Microsoft. Il loro lavoro ha dato vita a chatGPT, il famosissimo bot in grado di conversare con gli utenti usando un linguaggio naturale simile a quello umano .

Secondo Gates, l’IA generativa ha il potenziale di “rivoluzionare il modo in cui le persone lavorano, imparano, viaggiano, ottengono assistenza sanitaria e comunicano tra loro“. Il patron di Microsoft ritiene che questa tecnologia possa migliorare la produttività, la creatività e l’accesso all’informazione e ai servizi per milioni di persone in tutto il mondo. Tuttavia, Gates è anche consapevole dei rischi e delle sfide che l’IA comporta, come la possibile scomparsa di alcune professioni (in favore di altre), la responsabilità legale e le implicazioni etiche. Per questo motivo, sostiene che l’intelligenza artificiale debba essere sviluppata in modo responsabile e trasparente, con il coinvolgimento di esperti multidisciplinari e il rispetto dei principi etici universali.

 

Visioni contrastanti sull’IA: tra l’ottimismo e le preoccupazioni di esperti come Eric Schmidt e Elon Musk

Oltre a Bill Gates, ci sono molte altre personalità influenti nell’ambito dell’IA che hanno espresso le loro opinioni sul futuro di questa tecnologia. Alcuni di essi sono:

  • Eric Schmidt: ex CEO di Google e presidente del National Security Commission on Artificial Intelligence (NSCAI), un organismo governativo statunitense che si occupa di formulare raccomandazioni sull’uso dell’IA per la sicurezza nazionale. Schmidt è un ottimista dell’IA e crede che possa portare benefici economici, sociali e militari agli Stati Uniti e ai suoi alleati. Tuttavia, avverte anche dei pericoli che può rappresentare per la democrazia, i diritti umani e la stabilità globale, soprattutto se usata da attori ostili o autoritari;
  • Elon Musk: fondatore e CEO di Tesla e SpaceX, due aziende che utilizzano ampiamente l’IA per le loro attività, è noto per essere uno dei maggiori critici dell’IA e ha più volte espresso la sua preoccupazione per il rischio che l’intelligenza artificiale superi l’intelligenza umana e diventi una minaccia esistenziale per la nostra specie. Per questo motivo, Musk ha cofondato OpenAI nel 2015 con l’obiettivo di creare un’IA “amica” e “benefica” per tutti;
  • Demis Hassabis: neuroscienziato, co-fondatore e CEO di DeepMind, una società di ricerca sull’IA acquisita da Google nel 2014. Hassabis è considerato uno dei maggiori esperti di IA al mondo e il creatore di AlphaGo, il primo programma di intelligenza artificiale in grado di battere un campione umano nel gioco del Go, considerato uno dei più complessi e strategici al mondo. Hassabis ha dichiarato che la sua visione è quella di creare un’IA in grado di risolvere i grandi problemi dell’umanità, come le malattie, il cambiamento climatico e la povertà. Tuttavia, ha anche riconosciuto che questa tecnologia richiede una regolamentazione e una supervisione adeguata per evitare abusi o errori.

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In conclusione

Le innovazioni come l’apprendimento profondo e il federated learning stanno guidando il progresso dell’IA, aprendo nuovi orizzonti nella scienza e nell’applicazione tecnologica. Le professioni nel campo dell’intelligenza artificiale stanno emergendo e offrono opportunità per ingegneri dell’IA, data scientist ed eticisti, tra molti altri.

Questa tecnologia presenta anche un impatto significativo sulla sicurezza del lavoro, offrendo potenziali miglioramenti nella sicurezza dei lavoratori, ma anche sollevando preoccupazioni riguardo a possibili danni fisici, psicologici e disuguaglianze. È necessario un approccio responsabile, coinvolgendo i lavoratori e creando un quadro normativo e una cultura organizzativa che tutelino i diritti e le responsabilità dei lavoratori nell’era dell’IA.

Le visioni dei leader di opinione sull’IA sono contrastanti, con figure come Bill Gates che vedono grandi opportunità per migliorare la vita delle persone e Eric Schmidt che mette in guardia sui rischi per la democrazia e i diritti umani. Elon Musk esprime preoccupazioni sull’IA come una minaccia esistenziale, mentre Demis Hassabis si impegna a creare un’IA che risolva i grandi problemi dell’umanità.

Insomma, l’intelligenza artificiale è una forza trasformativa che richiede un approccio equilibrato e consapevole. La sfida per il futuro sarà sviluppare e applicare l’IA in modo etico, responsabile e in linea con i valori umani, garantendo benefici per l’intera società. Siamo alle soglie di una nuova era, in cui l’IA potrebbe diventare un alleato potente per il progresso e il benessere umano, ma è fondamentale affrontare le sfide in modo oculato per realizzare appieno il suo potenziale.

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Take aways sul futuro dell’intelligenza artificiale

  • L’Intelligenza Artificiale (IA) sta plasmando il nostro mondo e si posiziona come uno degli attori principali nel definire il futuro della società umana.
    Le innovazioni chiave che guidano il progresso dell’IA includono l’apprendimento profondo (deep learning) e l’apprendimento federato o collaborativo (federated learning), entrambi con potenziali applicazioni rivoluzionarie in vari settori.
  • L’obiettivo a lungo termine dell’IA è sviluppare l’intelligenza artificiale generale (artificial general intelligence, AGI), che sarà in grado di svolgere qualsiasi compito intellettuale al livello umano o superiore.
  • È fondamentale considerare l’aspetto etico dell’IA e sviluppare l’intelligenza artificiale etica (ethical artificial intelligence, EAI), che si basa su principi come la trasparenza, la responsabilità, la giustizia, il rispetto e il beneficio per l’umanità.
  • L’IA sta creando nuove opportunità professionali, come ingegnere dell’IA, data scientist ed eticista dell’IA, che richiedono competenze tecniche avanzate e una comprensione approfondita dei principi e delle applicazioni dell’IA.
  • L’introduzione dell’IA può migliorare la sicurezza del lavoro riducendo i rischi fisici e psicologici per i lavoratori, automatizzando attività pericolose o complesse e monitorando le condizioni di salute e sicurezza.
  • Tuttavia, l’IA presenta anche rischi potenziali, come danni fisici o psicologici causati da errori, malfunzionamenti o attacchi informatici, nonché l’effetto sull’occupazione e le disuguaglianze nel lavoro.
  • Per affrontare questi rischi, i lavoratori devono essere informati, formati e coinvolti nell’uso dell’IA, e occorre creare un quadro normativo e una cultura organizzativa che garantisca il rispetto dei diritti e delle responsabilità dei lavoratori nell’era dell’IA.
  • Bill Gates, uno dei pionieri dell’informatica e sostenitore dell’innovazione tecnologica, crede che l’IA generativa possa migliorare la produttività, la creatività e l’accesso all’informazione e ai servizi, ma richiede uno sviluppo responsabile e trasparente basato su principi etici universali.
  • Eric Schmidt, ex CEO di Google, ritiene che l’IA possa portare benefici economici, sociali e militari, ma avverte dei pericoli per la democrazia e la stabilità globale, richiedendo un uso responsabile dell’IA.
  • Elon Musk, fondatore di Tesla e SpaceX, è critico dell’IA e teme che possa rappresentare una minaccia esistenziale per l’umanità, sostenendo la necessità di sviluppare un’IA “amica” e “benefica”.
  • Demis Hassabis, CEO di DeepMind, si impegna a creare un’IA in grado di risolvere i grandi problemi dell’umanità, ma riconosce la necessità di una regolamentazione e supervisione adeguata per evitare abusi e errori.

 

Domande & Risposte

Quali sono le innovazioni chiave che guidano il progresso dell’IA?

Tra le innovazioni chiave che stanno guidando il progresso dell’IA, possiamo citare l’apprendimento profondo (deep learning), l’apprendimento federato (federated learning) e l’obiettivo dell’intelligenza artificiale generale (artificial general intelligence, AGI).

Quali sono alcune delle professioni emergenti nell’ambito dell’IA?

Alcune delle professioni emergenti nell’ambito dell’IA includono l’ingegnere dell’IA, il data scientist e l’eticista dell’IA. Queste professioni richiedono competenze tecniche avanzate e conoscenze specializzate per sviluppare, applicare e gestire la tecnologia dell’IA in modo responsabile ed efficace.

Qual è il punto di vista di Bill Gates sull’IA generativa?

Secondo Bill Gates, l’IA generativa ha il potenziale di migliorare il modo in cui le persone lavorano, imparano, viaggiano, ottengono assistenza sanitaria e comunicano tra loro. Gates sottolinea l’importanza di sviluppare l’IA in modo responsabile e trasparente, coinvolgendo esperti multidisciplinari e rispettando principi etici universali.

 

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