Posizionamento SEO e lunghezza dei post: la verità è questa!

Qual è la lunghezza ideale di un post? Quale numero di battute è congeniale per il posizionamento sui risultati dei motori di ricerca? Ma, soprattutto, c’è davvero una correlazione tra lunghezza degli articoli e posizionamento SEO? Le risposte in questo guest post di Giuseppe Barbagallo, SEO Specialist e Co-Founder della web agency Good Working.

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Negli ultimi anni, la ‘battaglia’ per il posizionamento nei risultati dei principali motori del web è diventata una sfida sempre più imponente grazie alla Search Engine Optimization.

In questa nuova era del blogging, del web marketing, della strutturazione di contenuti su portali aziendali, informativi, giornalistici e personali diretti in ogni direzione alle utenze più eterogenee, particolari attenzioni sono rivolte non solo ai testi pubblicati ma persino all’impiego di accorgimenti specifici, come appunto le tecniche che fanno parte della SEO.

Si tratta però di una realtà in continua evoluzione e con pochi riferimenti precisi, se non dettati dall’esperienza intrinseca dei consulenti del settore. Noi del team Good Working abbiamo un’idea molto chiara a riguardo. Perciò, andiamo a scoprire la verità nascosta dietro la lunghezza dei contenuti e le indicazioni da seguire per ottenere un valido posizionamento!

Quanto dev’essere lungo un post?

Per molti, la risposta non è immediata e richiede diverse analisi preliminari, in particolar modo relative agli algoritmi di Google e ai criteri che dovrebbe utilizzare nel costante monitoraggio dei portali, blog e siti informativi. Secondo alcuni esperti, il “re” dei motori di ricerca tenderebbe a scartare a priori post troppo corti, ovvero quelli al di sotto delle duemila parole, ma ciò non ha ricevuto né conferme né tantomeno smentite.

Ci sono tante ipotesi. Tuttavia, se fai una ricerca qualunque, potrai renderti conto che non tutti gli articoli che appaiono nei risultati sono lunghi più di duemila parole. Alcuni non superano le cinquecento. Eppure sono là, tra le prime posizioni, e continuano a ricevere visite, condivisioni e commenti positivi. Pertanto, già questo può darti una risposta e può farti capire che, in realtà, tutta questa correlazione tra lunghezza degli articoli e posizionamento SEO non c’è e che, in effetti, tutte quelle specifiche indicazioni da seguire riguardo al numero di parole non sono poi così fondamentali per Google.

La lunghezza in termini di battute (ancor più che di parole) è un retaggio della carta stampata, al quale l’arte del giornalista deve obbligatoriamente rispondere e riuscire ad adeguarsi al fine di soddisfare le varie esigenze di impaginazione, scrivendo quindi le battute necessarie per riempire le pagine tra parole ed immagini.

Fortunatamente, nel web, la libertà non è solo relativa all’espressione di concetti (pur mantenendo il rispetto della netiquette e della legalità concettuale): blog, webzine, portali informativi specifici o generici sono lo spazio ideale per esaltare la creatività grafica, ma ancor di più quella editoriale, senza tutti quei limiti che tendono a condizionarci e a soffocare la nostra voglia di esprimerci e comunicare.

Allora che dire dei fattori di ranking e delle indicazioni di alcuni plugin SEO?

Diverse ricerche e studi condotti da enti di alto valore in ambito informatico e digitale, hanno dimostrato che alcune linee guida relative al ranking e a quei plugin installati con l’intento di ricevere attenzioni di posizionamento da parte dei motori di ricerca, sono sbagliate.

Durante l’utilizzo dei plugin, o leggendo articoli relativi ai ranking o all’ottimizzazione SEO, spesso il consiglio principale è quello di considerare la lunghezza dell’articolo come uno “standard” da rispettare, ma tutto ciò è piuttosto relativo. Non è di certo il numero di parole il tuo punto di forza nel blogging! Non credi? Ogni argomento può permetterci di parlare di più o di meno. Ognuno di noi può avere tanto da dire o meno da dire in base alla tematica e/o alla propria personalità. Perciò è tutto molto soggettivo.

Tu che sei amante del blogging, che hai argomentazioni personali e competenze professionali da comunicare ai tuoi lettori e da condividere con gli internauti, tu che ricerchi nuove utenze da avvicinare al tuo blog, al tuo web-mag, webzine, sito aziendale o altro, devi ricordare che il web ti consente di comunicare in libertà. Perché non sfruttare appieno questo vantaggio?

Gli utenti cercano il valore, cercano informazioni di qualità e testi capaci di rispondere alle loro esigenze. Cercano risposte, tutorial e risoluzioni ai problemi più o meno comuni. Non contano di certo il numero di parole e neanche Google lo fa!

Anche il motore di ricerca valuta diversi elementi e si assicura tramite i suoi robot che scansionano la pagina, che il testo possa effettivamente rispondere alla query dell’utente, senza dimenticare altri fattori che possono aumentare la qualità della pagina web (come ad esempio la velocità di caricamento).

Dobbiamo considerare poi che quasi cinque miliardi di utenti effettuano ricerche sul web ogni giorno e appare quasi utopistico trasformare la lunghezza in un “fattore di discriminazione”, soprattutto considerando che oltre il 18% delle ricerche ogni giorno è praticamente ‘vergine’, cioè mai effettuata prima!

Quindi, partendo dal presupposto che il motore di ricerca fa di tutto per offrire qualità e coerenza nei suoi risultati, ti facciamo una domanda. Mettiti nei panni di Google: come potrebbe il motore di ricerca determinare la lunghezza effettiva di un post capace di rispondere alle esigenze dell’utente se ancora non sa cosa sta cercando e cosa cercherà domani e in prossimo futuro?

Neanche i robot hanno la sfera di cristallo e di certo non possono prevedere il futuro. Perciò, se Google non può sapere qual è la “lunghezza giusta” di un post, di certo non lo sanno i plugin!

Detto questo, come puoi gestire al meglio il tuo blog e la tua attività di content marketing?

È semplice.

  • Punta su te stesso. Punta sull’esclusività e sulla tua personalità. Punta sulla qualità delle notizie, rendi i tuoi post unici, originali e coinvolgenti.
  • Parla con l’utente e trasmetti le tue competenze e consapevolezze.
  • Impara, aggiornati e fai in modo che i tuoi articoli siano completi.

Non contare il numero di parole, conta il loro valore, le informazioni che hai condiviso e le emozioni che hai lasciato all’utente. Conta la positività dell’esperienza che offrono le tue pagine web a chi naviga.

Certamente, non ti consigliamo di scrivere solamente due parole, ma neanche di riempire paragrafi e paragrafi senza un senso!

Finché hai qualcosa di importante e di valido da dire, vai avanti.

Naturalmente, scegliere di non considerare la lunghezza del post come un fattore decisivo e di non porsi limiti di parole non significa scartare a priori la possibilità di inserire keyword e di seguire le regole della Search Engine Optimization, che sono fondamentali al fine di posizionare i tuoi contenuti. Tramite l’ottimizzazione potrai ottenere un valido posizionamento SEO, indipendentemente dall’effettiva lunghezza dei tuoi articoli. Ovviamente, dovrai scegliere le parole chiave giuste… ma questo è tutto un altro capitolo!

 

Giuseppe Barbagallo – SEO Specialist e Co-Founder della web agency Good Working. Appassionato di informatica e tecnologia sin dai tempi del seggiolone. Si occupa di posizionamento sui motori di ricerca e Web Design, soprattutto (e non solo) per il settore sportivo.