Facebook (ri)lancia i Sondaggi per Profili e Pagine

In questi giorni Facebook renderà progressivamente disponibile la possibilità di creare e pubblicare sondaggi attraverso Profili Personali e Pagine.

Non si tratta certo di una funzionalità inedita: i sondaggi furono introdotti per la prima volta nel lontano 2010 (Facebook Questions), per essere poi ritirati dopo due anni e lasciati disponibili solo nei Gruppi e nelle pagine degli Eventi.

Il rinnovato interesse di Facebook verso i sondaggi si è manifestato con l’introduzione di questa funzionalità nelle chat di gruppo di Messenger e più recentemente, nelle Instagram Stories.

I nuovi Facebook Polls, oltre ad interessare i Profili Personali e le Pagine, si differenziano come format poiché limitano le risposte a sole due opzioni, a cui sarà però possibile associare un’immagine o una GIF animata:

 

I nuovi Sondaggi Facebook per Profili Personali e Pagine

 

I test erano già iniziati a settembre, ma da oggi chiunque, cliccando sul composer del post e scegliendo la voce Sondaggi, potrà impostare una domanda, le due opzioni di risposta e le relative immagini da associare, caricandole dal proprio computer o scegliendole attraverso una libreria pubblica.

Sarà inoltre possibile associare un link alle risposte e stabilire una data di scadenza per il sondaggio, i cui risultati saranno visibili a chiunque, in tempo reale.

I Sondaggi Facebook forniranno nuove opportunità per stimolare le conversazioni, raccogliere opinioni o organizzare strategie di comunicazione.

Ad esempio, si potrà chiedere lo spettacolo televisivo preferito utilizzando le GIF dei programmi, consigli su quale abito indossare, quale film andare a vedere, e via dicendo. 

Nel contempo, è facile intuire quanto questo nuovo strumento permetterà a Facebook di profilare ancora più accuratamente le nostre preferenze, i nostri interessi e le nostre abitudini, a beneficio della sua piattaforma pubblicitaria e dei suoi inserzionisti.

La nuova funzione sarà resa disponibile contemporaneamente per le versioni desktop, iOS e Android.

Fonte: TechCrunch